domenica 4 febbraio 2018

ADA o ardore





Sulla via del ritorno la volenterosa pedagoga spiegò ad Ada che il dodicesimo compleanno di una bambina rappresentava l'occasione adatta per prepararsi a un avvenimento che, disse, presto avrebbe fatto di Ada una grande fille. Ada, che sei mesi prima a scuola era stata istruita sull'argomento da una maestra, e che in realtà ne aveva già avuto per due volte esperienza, sbalordì la povera governante (Mlle Larivière non riusciva mai a tener testa alla sua intelligenza acuta e imprevedibile) sostenendo che si trattava solo di un imbroglio, una notizia da novizia, e che quelle cose ormai non succedevano quasi più alle ragazze normali e sicuramente non sarebbero successe a lei. Mlle Larivière, stupida qual era (a dispetto, o forse a causa, della sua propensione a scrivere romanzi), passò mentalmente in rivista la propria esperienza e si chiese, per un atroce istante, se il progredire della scienza, mentre lei indulgeva nella creazione artistica, non avesse per caso definitivamente alterato quello della natura.   
(Vladimir Nabokov, ADA o ardore)

                                       Io lo trovo meraviglioso!
E pensare che ho scoperto questo libro per caso, documentandomi sul nome palindromo che mi ha ispirato una storia...
        

sabato 30 settembre 2017

Sabato 7 ottobre Premiazione concorso Dipendenze - MdS




L'antologia del concorso, acquistabile a partire dalla cerimonia di premiazione, contiene il mio racconto Gioia dell'essere


Il sole dritto in faccia mi portava a socchiudere le palpebre: era un'imposizione dolce, 
attraversata da macchioline luminose in movimento, non troppo diverse dai bagliori 
che vedevo brillare nell'acqua quando cominciavo a nuotare per tornare a riva. 
(da Gioia dell'essere)

mercoledì 13 settembre 2017

L'offerta di Minerva è su SOLOLIBRI.NET

Leggi la recensione pubblicata su SOLOLIBRI.NET

                                       
Denise Ciampi, L'offerta di Minerva, Carmignani Editrice, 2016 (copertina di Alessandra Parravicini)

lunedì 11 settembre 2017

Tre poesie da Cassandra minore


 da Denise Ciampi, Cassandra minore, ilmiolibro, 2013 (semifinalista Ilmioesordio poesia)




PRESAGI

Ruotavi ed ogni volta cambiava la tua veste.
Tenevi in braccio mia madre ed era una bambina.
Servisti uno strano latte
che non volli dividere con mio fratello
- un po' del liquido si sparse.

 
HO FATTO UN SOGNO

Assorta in un rituale personale,
affidavi icone alla custodia degli alberi.
Intanto insistevo per riavere le mie scarpe
e un giovanestupito
chiedeva quale fosse il loro prezzo.


LA SEDUZIONE DEL ROSPO

Eccoti finalmente davanti a me.
Hai assunto le sembianze di un rospo;
mio padre ti offre l'anziano petto.
Elettra, in disparte, osserva la scena
epoiché allatto il mio bambino -
aspetta la prossima mossa.

  

sabato 13 maggio 2017

L'offerta di Minerva: la presentazione di ieri (12 maggio, Libreria Roma - Pontedera)


Un bel pomeriggio trascorso insieme parlando di Minerva e della sua "offerta".




"Minerva ha una rosa rossa in testa e intreccia delle margherite colorate. L'intreccio segue un ritmo meticcio e irregolare, nell'alternanza di forme e colori, che la vista forse inibirebbe. Carla si siede spesso accarezzandosi il ventre. Una ragazza si avvicina sorridendo e le regala un fiore azzurro. «Macché, speriamo che sia femmina!» commenta una volontaria più anziana con tono sagace. Carla arrossisce, comprendendo che il suo non è più un segreto. La notizia arriva velocemente in casa: Blenda scende con dei bicchieri e una bottiglia di vino «Gezuar!», brinda, andando a baciare Carla". (p.65)

venerdì 21 aprile 2017

La recensione di Marisa Cecchetti a L'offerta di Minerva pubblicata su www.tellusfolio.it

Marisa Cecchetti. “L’offerta di Minerva” di Denise Ciampi
20 Aprile 2017


Denise Ciampi

L’offerta di Minerva

Carmignani Editrice, 2016, pp. 72, € 10,00



Altamente simbolico e al contempo radicato negli eventi di un ampio periodo storico, il romanzo di Denise Ciampi, L’offerta di Minerva, conferma la tendenza dell’autrice a privilegiare creature psicologicamente complesse e per questo cariche di fascino, come lo sono i personaggi della sua raccolta precedente, Tendenti al volo, (Carmignani Ed. 2015).

Il sogno e la visione si intrecciano con la realtà, costituendo una guida per leggerla e per procedere. Ci sono tanti occhi. E uccelli dal collo lungo e contorto come quello di un serpente. Son occhi di civette. Del resto la scelta del nomen-omen Minerva, per la protagonista, ha già in sé una chiave di lettura: Minerva è uscita armata dalla testa di Zeus, è protettrice delle arti femminili, quelle che si realizzano con le mani e con la pazienza.

Nella protagonista, giovane studentessa nel ’68, esperta psicologa ai tempi nostri, si uniscono i due aspetti dell’intellettuale partorita mitologicamente da una testa, e della donna pratica che insieme allo studio ha sperimentato il lavoro fin da bambina, che porta il suo metodo del “fare” nella vita professionale e nella cura delle nevrosi. Studentessa lavoratrice nella ditta tessile del nonno materno, non ha tardato a schierarsi dalla parte degli operai richiedenti diritti ai padroni.

Minerva è una personalità divisa che vive sul proprio corpo i traumi, quelli familiari e quelli sociali. È stata costretta a crescere nel dolore per la sempre più manifesta follia del padre; lo ha rinnegato per vergogna davanti agli altri, poi ha cercato di fare qualcosa per lui in manicomio e nella casa famiglia, dopo la legge Basaglia; ha studiato psicologia da adulta per avere strumenti più affinati che la aiutassero a capire la mente ed il comportamento umano.

Minerva soffre per le trasformazioni socio comportamentali indotte dal consumismo, per i drammi dei perseguitati, dei migranti, per tutto il malessere attuale.

Non ha soluzioni immediate, ma si rende conto che c’è bisogno di recuperare il contatto tra le persone, la comunicazione vera. Sente che è necessario partire dalla presa di coscienza del proprio corpo, sperimentarne le possibilità, ascoltarlo in silenzio. Questo diventa fondamentale soprattutto quando una improvvisa e altalenante cecità isterica le ruba le immagini. Comunque le mani la guidano di nuovo a “fare”, in un recupero della cultura e della bellezza.

Il romanzo alterna parti descrittive e narrative dal ritmo incalzante a parti filosofiche e di carattere sociale e pedagogico dove la tensione si distende, con frequenti ellissi temporali, talmente inattese da creare un senso di disorientamento. Che evoca in qualche modo le condizioni di quel mondo di follia che è trasversale al romanzo.


Copertina di Alessandra Parravicini

giovedì 13 aprile 2017

KAVAFIS
Ci parla Kavafis
di amori non goduti,
di amanti separati,
di stillicidi evitati.

Membra smorte e radiose ornate di gelsomino.
Risplende tra i capelli un fiore bianco.


RITUALI
Foglie e fiori raccolti in un'occhiata;
litanie di santi e segreti;
gocce d'olio indovinavano il malocchio.
Una stirpe di settimine e streghe contadine:
l'arpia – vegliandomi -
attendeva l'iniziazione.
(da Denise Ciampi, Cassandra minore, ilmiolibro, 2013)


BACCANALE
I corpi spalancati sulla campagna estiva:
la luce investiva la stanza e ci attraversava.
L'eros liberato echeggiava per le vigne:
la terra partoriva i suoi frutti.